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Mister Stefano Tiranti commenta la prima di Eccellenza

Mercoledì, 30 Settembre 2020 20:35 Scritto da  Letto 702 volte
  Clicca per ascolare il testo Mister Stefano Tiranti commenta la prima di Eccellenza Mister Stefano Tiranti “non cerca squadra”, si gode il calcio da appassionato seppur con occhio tecnico e allenato. La libertà da impegni di lavoro lo ha portato comunque sul campo, il richiamo è irresistibile, e ha commentato ai microfoni di Radio C1 inBlu gli highlights della prima giornata del campionato di Eccellenza. “Tanti mesi di inattività, tante squadre nuove, tanti cantieri aperti – ha detto – e Jesina Fabriano Cerreto è stata lo specchio di questa situazione.” Oltre a questo era anche la prima giornata, per altro senza pubblico. “Pubblico che per la Jesina è fondamentale, determinante. Ma è stata comunque una grande partita, giocata a viso aperto. Poi è chiaro che, essendo la prima gara, la Jesina con le sue defezioni e il Fabriano con sette undicesimi cambiati rispetto alla stagione scorsa, ci si potesse attendere una gara di rodaggio. È ancora presto per parlare.”  La sorpresa di giornata l’abbiamo vista a Montemarciano. “Sicuramente per l’Anconitana è stato uno scivolone, ma non credo che fosse del tutto impronosticabile: in casa il Marina ha un gran cuore, è un campo pericoloso per tutti e soprattutto è anche una squadra allenata benissimo. E l’Anconitana? “Ovviamente sono in una fase di perfezionamento, devono completare la rosa: per puntare a vincere potrebbero non bastare due elementi. Magari ne serviranno tre o quattro, per altro di grandissima caratura.” Stadi vuoti, protocolli stringenti. È il calcio post-Covid: il caso Genoa ha spaventato la Serie A. Nei campionati dilettantistici i rischi si moltiplicano e le conseguenze potrebbero essere peggiori. “Si sentono tante opinioni, tutte diverse. Dispiace vedere la situazione quotidiana nelle scuole e poi cercare una “finta” normalità nel calcio. È una situazione difficile e come tale è difficile dare un’opinione. Sicuramente se le condizioni giuste dovessero mancare, sarebbe meglio aspettare. Se ci sono le condizioni, ben venga, ma vedere gli stadi vuoti è qualcosa di inverosimile.” L.c.   È difficile restare lontani dai campi.   “Io sono un appassionato prima di essere un allenatore, non cerco panchine, vorrei solo veder giocare i ragazzi. Sicuramente la passione è messa a dura prova. Forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere e capire bene cosa e come fare. Adesso inizieranno tutti i campionati sotto all’Eccellenza, chissà cosa succederà. Questa incertezza crea molta apprensione ai ragazzi, alle società, agli addetti, un po’ a tutti. Non è un momento semplice.”
Mister Stefano Tiranti commenta la prima di Eccellenza

 

Mister Stefano Tiranti “non cerca squadra”, si gode il calcio da appassionato seppur con occhio tecnico e allenato. La libertà da impegni di lavoro lo ha portato comunque sul campo, il richiamo è irresistibile, e ha commentato ai microfoni di Radio C1 inBlu gli highlights della prima giornata del campionato di Eccellenza.

“Tanti mesi di inattività, tante squadre nuove, tanti cantieri aperti – ha detto – e Jesina Fabriano Cerreto è stata lo specchio di questa situazione.”

Oltre a questo era anche la prima giornata, per altro senza pubblico.

“Pubblico che per la Jesina è fondamentale, determinante. Ma è stata comunque una grande partita, giocata a viso aperto. Poi è chiaro che, essendo la prima gara, la Jesina con le sue defezioni e il Fabriano con sette undicesimi cambiati rispetto alla stagione scorsa, ci si potesse attendere una gara di rodaggio. È ancora presto per parlare.” 

La sorpresa di giornata l’abbiamo vista a Montemarciano.

“Sicuramente per l’Anconitana è stato uno scivolone, ma non credo che fosse del tutto impronosticabile: in casa il Marina ha un gran cuore, è un campo pericoloso per tutti e soprattutto è anche una squadra allenata benissimo.

E l’Anconitana?

“Ovviamente sono in una fase di perfezionamento, devono completare la rosa: per puntare a vincere potrebbero non bastare due elementi. Magari ne serviranno tre o quattro, per altro di grandissima caratura.”

Stadi vuoti, protocolli stringenti. È il calcio post-Covid: il caso Genoa ha spaventato la Serie A. Nei campionati dilettantistici i rischi si moltiplicano e le conseguenze potrebbero essere peggiori.

“Si sentono tante opinioni, tutte diverse. Dispiace vedere la situazione quotidiana nelle scuole e poi cercare una “finta” normalità nel calcio. È una situazione difficile e come tale è difficile dare un’opinione. Sicuramente se le condizioni giuste dovessero mancare, sarebbe meglio aspettare. Se ci sono le condizioni, ben venga, ma vedere gli stadi vuoti è qualcosa di inverosimile.”

L.c.

 

È difficile restare lontani dai campi.

 

“Io sono un appassionato prima di essere un allenatore, non cerco panchine, vorrei solo veder giocare i ragazzi. Sicuramente la passione è messa a dura prova. Forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere e capire bene cosa e come fare. Adesso inizieranno tutti i campionati sotto all’Eccellenza, chissà cosa succederà. Questa incertezza crea molta apprensione ai ragazzi, alle società, agli addetti, un po’ a tutti. Non è un momento semplice.”


 

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