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Matelica: la prima vittoria in serie C nel segno di Colavitto

Lunedì, 28 Settembre 2020 09:30 Scritto da  Letto 810 volte
  Clicca per ascolare il testo Matelica: la prima vittoria in serie C nel segno di Colavitto 27 Settembre 2020, Trieste, Stadio “Nereo Rocco”. Una data storica.  Il Matelica per la prima volta gioca in un campionato professionistico alla vigilia del suo “Centenario”, fa il suo esordio a Trieste contro la blasonata Triestina, bagnando questo esordio con una vittoria storica. Alle 15 e 12 il capitano della serie D, ora capitano della serie C, mette la sua firma indelebile segnando il primo gol del Matelica tra i professionisti. Il cuore batte forte in prima battuta, il cronista dalla tv vede in gol una maglia verde e convinto che i biancorossi siano gli “Amici” ha un attimo di sconforto. Poi vede il volto amico e sorridente di De Santis e capisce e si emoziona come un bimbo. Ma è Simone, il nostro “Capitano”. Sì è proprio lui che esulta abbracciato dagli altri “due moschettieri” Bordo e Moretti. Il quarto, Bugaro, sta a Pineto, ma virtualmente in quell’abbraccio ci sta anche lui, sempre insieme dentro e fuori dal campo. In campo questa profonda amicizia si sente, si nota dai piccoli e dai grandi gesti. Il campo, sì parliamo dal campo che come dice Francesco Micciola è sempre il miglior giudice. Lui che a Trieste ha lasciato tanti bei ricordi, alla fine sarà stato orgoglioso dei suoi ragazzi, anzi dei suoi “Uomini” perché prima come sempre sceglie l’Uomo e poi il calciatore. Gianluca Colavitto, il mister della prima storica promozione, si prende anche un altro record: il mister della prima vittoria in serie C. L’ha preparata bene la partita, come sempre. Difesa ermetica perchè sa che se non prendi il gol minimo il punto lo porti a casa! Centrocampo solidissimo e punte veloci e tecniche. Un 4 - 3 - 3 moderno, umile e concentratissimo a sua immagine e somiglianza. Colavitto ama profondamente il suo lavoro, studia ogni particolare ed essendo campano doc credo che un pò di ispirazione sullo schema da fermo che ha portato al gol lo abbia mutuato dal Napoli. Palla sul secondo palo e in spaccata De Santis fa il Callecon.  (per le foto si ringraziano la Triestina calcio e Giovannini per la collaborazione)   Al di là di mere supposizioni la realtà è che la Triestina, infarcita di giocatori che hanno conosciuto la serie A, non conoscevano il Matelica, non pensavano, Carmine Gautieri in testa, mister alabardato e allievo del grande Zeman, di trovare un Matelica cosi pronto, senza timori riverenziali. Anzi i primi 25 minuti il Matelica non sembrava affatto una esordiente, ma una squadra navigata e sicura dei propri notevoli mezz. Il rigore procurato dal moschettiere Federico Moretti, autore di una prova magistrale, avrebbe dato ancora piu serenità alla squadra se Vito Leonetti, autentico specialista dagli undici metri, non colpiva la traversa interna vanificando il 2 a 0 della tranquillità. La Triestina, come sovente accade dopo uno scampato pericolo, cercava di usare il momento psicologico favorevole, ma non conosceva il gigante Cardinali, un cognome molto conosciuto a Matelica, e dopo gli interventi sfoderati dal primavera della Roma, entrato nel cuore di tutti i tifosi che felici davanti alla TV vedendo in diretta per la prima volta la loro squadra dicevano: ma se Cardinali si allenava con i tiri di Dzeko e Veretout possono impensierirlo i tiri di Granoche o di Lodi? Ecco, davanti alla tv si fanno commenti felici, ma in campo la musica ad un certo punto era diversa e solo una grande difesa, come detto guidata da Cardinali, con anche l’esordio positivo di Cason o del giovane ma già esperto Di Renzo, anche lui “reduce” della serie D, arginavano le folate di Sarno, un folletto molto tecnico dal dribbling ubriacante.  Onori anche all’attacco. Detto di Leonetti, che tecnicamente potrebbe giocare con la sua classe cristallina in ogni serie, spina nel fianco degli alabardati, che si procura un rigore con coraggio e tecnica coprendo la sfera e aspettando il contatto del difensore che non si aspettava un gesto da vero professionista dell’area di rigore. Una nota di merito a Volpicelli, ex Sambenedettese. Un esordio con i fiocchi, un gigante non solo nella notevole statura ma grande tecnica al servizio della squadra. Il gol della storica vittoria nasce da una sua punizione calciata in modo magistrale, rendendo Simone “Il capitano dell’Impresa”. Su Simone il cronista, oltre che ringraziarlo per l’emozione provata, deve raccontare i siparietti che lo scorso anno avvenivano fuori dello stadio a partita conclusa. Il babbo e sopratutto il nonno lo aspettavano all’uscita degli spogliatoi e non gli risparmiavano la critica se aveva sbagliato qualche intervento o posizione in campo! Ora immagino entrambi orgogliosi del loro “Ragazzo”. Sì signori. De Santis, “Il Ragazzo”, ha messo la firma su una vittoria che rimmarrà per sempre negli occhi e nei cuori della gente biancorossa! Si, la storia continua ed è iniziata benissimo. Sabato alle 17 e 30 arriva la Feralpi Salò, anche essa vincente all’esordio casalingo. Non arriverà a Matelica, ma a Macerata e molti tifosi continueranno a vedere il Matelica in tv. Ma se i risultati sono questi sarà meno triste il distacco chiilometrico dal “campo”. Sarà una partita importante perché già importante per la classifica. Chi vince resta in testa, una ulteriore vittoria darebbe ancora più entusiasmo ad una città intera. A fine gare ho fatto i complimenti al mister, al  direttore sportivo e al presidente. Il trio perfetto che ci permette di sognare. La risposta di mister Colavitto è una sintesi dell’intelligenza e dell’umiltà di un mister che molti impareranno a conoscere. Mi ha inviato un semplice messaggio testuale: “abbiamo messo fieno in cascina”. La Cascina come la C di Colavitto. Il mio augurio è proprio questo:  che sia “La C” di Colavitto, grande mister e grande uomo come tutti i suoi impagabili ragazzi.   (Maurizio Fontenova)
Matelica: la prima vittoria in serie C nel segno di Colavitto

 

27 Settembre 2020, Trieste, Stadio “Nereo Rocco”. Una data storica. 

Il Matelica per la prima volta gioca in un campionato professionistico alla vigilia del suo “Centenario”, fa il suo esordio a Trieste contro la blasonata Triestina, bagnando questo esordio con una vittoria storica.

Alle 15 e 12 il capitano della serie D, ora capitano della serie C, mette la sua firma indelebile segnando il primo gol del Matelica tra i professionisti.

Il cuore batte forte in prima battuta, il cronista dalla tv vede in gol una maglia verde e convinto che i biancorossi siano gli “Amici” ha un attimo di sconforto.

Poi vede il volto amico e sorridente di De Santis e capisce e si emoziona come un bimbo. Ma è Simone, il nostro “Capitano”. Sì è proprio lui che esulta abbracciato dagli altri “due moschettieri” Bordo e Moretti. Il quarto, Bugaro, sta a Pineto, ma virtualmente in quell’abbraccio ci sta anche lui, sempre insieme dentro e fuori dal campo.

In campo questa profonda amicizia si sente, si nota dai piccoli e dai grandi gesti. Il campo, sì parliamo dal campo che come dice Francesco Micciola è sempre il miglior giudice. Lui che a Trieste ha lasciato tanti bei ricordi, alla fine sarà stato orgoglioso dei suoi ragazzi, anzi dei suoi “Uomini” perché prima come sempre sceglie l’Uomo e poi il calciatore.

Gianluca Colavitto, il mister della prima storica promozione, si prende anche un altro record: il mister della prima vittoria in serie C. L’ha preparata bene la partita, come sempre. Difesa ermetica perchè sa che se non prendi il gol minimo il punto lo porti a casa! Centrocampo solidissimo e punte veloci e tecniche. Un 4 - 3 - 3 moderno, umile e concentratissimo a sua immagine e somiglianza.

Colavitto ama profondamente il suo lavoro, studia ogni particolare ed essendo campano doc credo che un pò di ispirazione sullo schema da fermo che ha portato al gol lo abbia mutuato dal Napoli. Palla sul secondo palo e in spaccata De Santis fa il Callecon. 

(per le foto si ringraziano la Triestina calcio e Giovannini per la collaborazione)

azione di gioco Triestina Matelica ridotta

 

Al di là di mere supposizioni la realtà è che la Triestina, infarcita di giocatori che hanno conosciuto la serie A, non conoscevano il Matelica, non pensavano, Carmine Gautieri in testa, mister alabardato e allievo del grande Zeman, di trovare un Matelica cosi pronto, senza timori riverenziali. Anzi i primi 25 minuti il Matelica non sembrava affatto una esordiente, ma una squadra navigata e sicura dei propri notevoli mezz.

Il rigore procurato dal moschettiere Federico Moretti, autore di una prova magistrale, avrebbe dato ancora piu serenità alla squadra se Vito Leonetti, autentico specialista dagli undici metri, non colpiva la traversa interna vanificando il 2 a 0 della tranquillità. La Triestina, come sovente accade dopo uno scampato pericolo, cercava di usare il momento psicologico favorevole, ma non conosceva il gigante Cardinali, un cognome molto conosciuto a Matelica, e dopo gli interventi sfoderati dal primavera della Roma, entrato nel cuore di tutti i tifosi che felici davanti alla TV vedendo in diretta per la prima volta la loro squadra dicevano: "ma se Cardinali si allenava con i tiri di Dzeko e Veretout possono impensierirlo i tiri di Granoche o di Lodi?

Ecco, davanti alla tv si fanno commenti felici, ma in campo la musica ad un certo punto era diversa e solo una grande difesa, come detto guidata da Cardinali, con anche l’esordio positivo di Cason o del giovane ma già esperto Di Renzo, anche lui “reduce” della serie D, arginavano le folate di Sarno, un folletto molto tecnico dal dribbling ubriacante. 

Onori anche all’attacco. Detto di Leonetti, che tecnicamente potrebbe giocare con la sua classe cristallina in ogni serie, spina nel fianco degli alabardati, che si procura un rigore con coraggio e tecnica coprendo la sfera e aspettando il contatto del difensore che non si aspettava un gesto da vero professionista dell’area di rigore.

Una nota di merito a Volpicelli, ex Sambenedettese. Un esordio con i fiocchi, un gigante non solo nella notevole statura ma grande tecnica al servizio della squadra. Il gol della storica vittoria nasce da una sua punizione calciata in modo magistrale, rendendo Simone “Il capitano dell’Impresa”.

Su Simone il cronista, oltre che ringraziarlo per l’emozione provata, deve raccontare i siparietti che lo scorso anno avvenivano fuori dello stadio a partita conclusa. Il babbo e sopratutto il nonno lo aspettavano all’uscita degli spogliatoi e non gli risparmiavano la critica se aveva sbagliato qualche intervento o posizione in campo!

Ora immagino entrambi orgogliosi del loro “Ragazzo”. Sì signori. De Santis, “Il Ragazzo”, ha messo la firma su una vittoria che rimmarrà per sempre negli occhi e nei cuori della gente biancorossa!

Si, la storia continua ed è iniziata benissimo. Sabato alle 17 e 30 arriva la Feralpi Salò, anche essa vincente all’esordio casalingo.

Non arriverà a Matelica, ma a Macerata e molti tifosi continueranno a vedere il Matelica in tv. Ma se i risultati sono questi sarà meno triste il distacco chiilometrico dal “campo”. Sarà una partita importante perché già importante per la classifica. Chi vince resta in testa, una ulteriore vittoria darebbe ancora più entusiasmo ad una città intera.

A fine gare ho fatto i complimenti al mister, al  direttore sportivo e al presidente. Il trio perfetto che ci permette di sognare. La risposta di mister Colavitto è una sintesi dell’intelligenza e dell’umiltà di un mister che molti impareranno a conoscere. Mi ha inviato un semplice messaggio testuale: “abbiamo messo fieno in cascina”.

La Cascina come la C di Colavitto. Il mio augurio è proprio questo:  che sia “La C” di Colavitto, grande mister e grande uomo come tutti i suoi impagabili ragazzi.

 

(Maurizio Fontenova)


 

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