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L'intervista al presidente Cellini; "Il Comitato delle società"

Mercoledì, 19 Agosto 2020 05:27 Scritto da  Letto 1071 volte
  Clicca per ascolare il testo L'intervista al presidente Cellini; "Il Comitato delle società" Nel prossimo mese di gennaio, a campionati già avviati, le società saranno chiamate a rinnovare i vertici del Comitato Figc Marche. Al momento la scelta sembra ristretta ai nomi del presidente uscente Paolo Cellini e del vice presidente vicario Ivo Panichi, anche se nel sottobosco alcune società si sono già mosse alla ricerca di una terza candidatura, magari un nome nuovo nel panorama dirigenziale del calcio marchigiano. Si tratta di vicende assolutamente normali quando ci si avvicina ad unelezione degli organi federali - chiarisce il proprio pensiero Paolo Cellini, parlando a RadioC1...inblu. Vorrei puntualizzare e sottolineare anche il motivo per cui ho ancora una volta dato la mia disponibilità a rimettermi in gioco. Già 4 anni fa erano state sollevate alcune perplessità riguardo alla mia età e ai mandati già fatti alla guida del Comitato Regionale, allepoca iniziai unaltra avventura che mi ha portato a concludere un altro mandato. Ora, dopo lemergenza Covid, viviamo una situazione nella quale è richiesta una gestione respnsabile e con piena conoscenza di tutte le problematiche esistenti. Durante questi mesi, comunque, ho continuato a mantenere contatti con alcune società e, analizzando la situazione complessiva, dai dirigenti, che hanno una grande voglia di ripartire, mi è stato più volte chiesto di rimanere per gestire insieme a loro tutta la questione della ripartenza. Di fronte a queste richieste della base, diversamente da 4 anni fa, tirarmi indietro avrebbe avuto per me quasi il significato di un tradimento di queste aspettative di amicizia, stima e fiducia.   ( nella foto il presidente Cellini con sua moglie Alba Maria Rosa ) Ecco il motivo principale della mia disponibilità nella scia di una continuità di gestione, che ha portato il Comitato Marche, in termini di numeri di società (oltre 500 società) e di tesserati in rapporto agli abitanti (1 ogni 37 abitanti), ai vertici tra i comitati regionali dItalia. A ciò si aggiunge anche laumento da 4 a 5 del numero dei delegati assembleari chiamati ad eleggere il Consiglio Federale, numeri pari a quelli di Toscana, Piemonte, Sicilia, che testimoniano la bontà del lavoro fatto. Pertanto con questi numeri non si capirebbe il perchè della necessità di un cambiamento. Questi i motivi della mia scelta e della riflessione che ho fatto per il bene del calcio marchigiano. Se poi qualcun altro volesse farsi avanti può benissimo proporre la propria candidatura, anche se a mio avviso non servono rivoluzioni vista la realtà del nostro comitato. Al di sopra di tutto, però, deve esserci il bene del movimento.  Una storia, dunque, nata molti anni fa con lo slogan Il Comitato delle società che Paolo Cellini sposò allepoca in cui era nel consiglio regionale quando alla morte improvvisa di Giovanni Paolinelli, sul finire del 1995, divenne reggente in qualità di consigliere anziano del Comitato, dando vita ad una gestione collegiale nel governo del calcio marchigiano, e, nel luglio successivo, fu acclamato presidente su proposta del presidente della Lega Dilettanti Giulivi (1 luglio 1996). Il coronamento di una lunga presenza in seno al Consiglio della Figc Marche, che ha dato il là ad una lunghissima presidenza, ben 6 mandati per un totale di 24 anni, che ne fanno il presidente più longevo dItalia insieme a Piero Di Cristinzi, presidente del Comitato Figc Molise. Quello che ancora oggi mi anima e mi spinge a continuare - conclude Paolo Cellini - è lo spirito di servizio per il bene delle società e non il rigido rispetto delle regole che, ove possibile, devono essere sempre applicate con il dovuto buon senso.  Una storia che Paolo Cellini ancora oggi intende portare avanti per quello che potrebbe essere il suo settimo madato, il che assumerebbe quasi il sapore del record.  F.U. - M.S.
L'intervista al presidente Cellini; "Il Comitato delle società"

 

Nel prossimo mese di gennaio, a campionati già avviati, le società saranno chiamate a rinnovare i vertici del Comitato Figc Marche. Al momento la scelta sembra ristretta ai nomi del presidente uscente Paolo Cellini e del vice presidente vicario Ivo Panichi, anche se nel sottobosco alcune società si sono già mosse alla ricerca di una terza candidatura, magari un nome nuovo nel panorama dirigenziale del calcio marchigiano.

"Si tratta di vicende assolutamente normali quando ci si avvicina ad un'elezione degli organi federali - chiarisce il proprio pensiero Paolo Cellini, parlando a RadioC1...inblu.

Vorrei puntualizzare e sottolineare anche il motivo per cui ho ancora una volta dato la mia disponibilità a rimettermi in gioco.

Già 4 anni fa erano state sollevate alcune perplessità riguardo alla mia età e ai mandati già fatti alla guida del Comitato Regionale, all'epoca iniziai un'altra avventura che mi ha portato a concludere un altro mandato. Ora, dopo l'emergenza Covid, viviamo una situazione nella quale è richiesta una gestione respnsabile e con piena conoscenza di tutte le problematiche esistenti. Durante questi mesi, comunque, ho continuato a mantenere contatti con alcune società e, analizzando la situazione complessiva, dai dirigenti, che hanno una grande voglia di ripartire, mi è stato più volte chiesto di rimanere per gestire insieme a loro tutta la questione della ripartenza.

Di fronte a queste richieste della base, diversamente da 4 anni fa, tirarmi indietro avrebbe avuto per me quasi il significato di un tradimento di queste aspettative di amicizia, stima e fiducia.

 

( nella foto il presidente Cellini con sua moglie Alba Maria Rosa )

paolo cellini e sua moglie 2

Ecco il motivo principale della mia disponibilità nella scia di una continuità di gestione, che ha portato il Comitato Marche, in termini di numeri di società (oltre 500 società) e di tesserati in rapporto agli abitanti (1 ogni 37 abitanti), ai vertici tra i comitati regionali d'Italia.

A ciò si aggiunge anche l'aumento da 4 a 5 del numero dei delegati assembleari chiamati ad eleggere il Consiglio Federale, numeri pari a quelli di Toscana, Piemonte, Sicilia, che testimoniano la bontà del lavoro fatto.

Pertanto con questi numeri non si capirebbe il perchè della necessità di un cambiamento.

Questi i motivi della mia scelta e della riflessione che ho fatto per il bene del calcio marchigiano.

Se poi qualcun altro volesse farsi avanti può benissimo proporre la propria candidatura, anche se a mio avviso non servono rivoluzioni vista la realtà del nostro comitato. Al di sopra di tutto, però, deve esserci il bene del movimento". 

Una storia, dunque, nata molti anni fa con lo slogan "Il Comitato delle società" che Paolo Cellini sposò all'epoca in cui era nel consiglio regionale quando alla morte improvvisa di Giovanni Paolinelli, sul finire del 1995, divenne "reggente" in qualità di consigliere anziano del Comitato, dando vita ad una gestione collegiale nel governo del calcio marchigiano, e, nel luglio successivo, fu acclamato presidente su proposta del presidente della Lega Dilettanti Giulivi (1 luglio 1996).

Il coronamento di una lunga presenza in seno al Consiglio della Figc Marche, che ha dato il là ad una lunghissima presidenza, ben 6 mandati per un totale di 24 anni, che ne fanno il presidente più longevo d'Italia insieme a Piero Di Cristinzi, presidente del Comitato Figc Molise.

"Quello che ancora oggi mi anima e mi spinge a continuare - conclude Paolo Cellini - è lo spirito di servizio per il bene delle società e non il rigido rispetto delle regole che, ove possibile, devono essere sempre applicate con il dovuto buon senso". 

Una storia che Paolo Cellini ancora oggi intende portare avanti per quello che potrebbe essere il suo settimo madato, il che assumerebbe quasi il sapore del record.

 F.U. - M.S.


 

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