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Nando Ciavaroli, 50 anni di storia con la Settempeda

Giovedì, 13 Febbraio 2020 11:03 Scritto da  Letto 796 volte
  Clicca per ascolare il testo Nando Ciavaroli, 50 anni di storia con la Settempeda Mezzo secolo o quasi, per la precisione 44 anni, con sulla pelle i colori biancorossi della Settempeda. Una lunga esperienza nel mondo del calcio per Nando Ciavaroli, che ancora oggi non ha perso l’amore per la squadra della sua città. Ricorda benissimo gli inizi della sua avventura, che lo ha visto prima giocatore e poi dirigente e tifoso senza soste della Settempeda. “Credo di essere diventato tifoso all’età di circa 10 anni – racconta scherzando – quando mi sorpresero a scavalcare il muretto del campo di calcio che si trovava vicino ai giardini pubblici e mi presero a calci. Invece di scacciarmi è come se mi avessero tirato dentro. Successivamente, tornato dal servizio militare, grazie al mio amico Santanatoglia, all’epoca dirigente della Settempeda, nacque questo amore per la società che ancora oggi continua”. Tanti i suoi ricordi dalla conoscenza di Gualtiero Soverchia, fondatore della Settempeda, di Romualdo Panichelli, altro presidente storico, fino ad arrivare ad oggi. Indelebile, però, il ricordo della stagione nella quale la Settempeda, guidata da Gianluca Fenucci e con in campo Cristian Bucchi, riuscì a conquistare la massima serie regionale. “Fu davvero un anno straordinario e per certi versi forse non ripetibile – continua Ciavaroli – Ricordo che Bucchi venne a San Severino dopo essere stato scartato dalla Sambenedettese e disputò campionati straordinari che sono stati alla base della sua carriera. Davvero pagine di storia indelebili”. C’è stato però un momento in cui sembrava che la società fosse sul punto di scomparire. “Sono stati momenti difficili e di grande rabbia. Un immenso dispiacere, quasi come perdere uno di famiglia. Per fortuna poi il gruppo dirigente del Serralta, con il presidente Marco Crescenzi, hanno deciso di prendere in mano le sorti della Settempeda riportandoci a vivere emozioni che sembravano perdute”. Ora potrebbe davvero essere l’anno buono per ritornare nel calcio che conta. “Non siamo partiti per vincere il campionato, ma a questo punto spero davvero che sia l’anno giusto”.   Nando Ciavaroli riceve la benemerenza per i 40 anni di dirigenza    
Nando Ciavaroli, 50 anni di storia con la Settempeda

 

Mezzo secolo o quasi, per la precisione 44 anni, con sulla pelle i colori biancorossi della Settempeda. Una lunga esperienza nel mondo del calcio per Nando Ciavaroli, che ancora oggi non ha perso l’amore per la squadra della sua città. Ricorda benissimo gli inizi della sua avventura, che lo ha visto prima giocatore e poi dirigente e tifoso senza soste della Settempeda. “Credo di essere diventato tifoso all’età di circa 10 anni – racconta scherzando – quando mi sorpresero a scavalcare il muretto del campo di calcio che si trovava vicino ai giardini pubblici e mi presero a calci. Invece di scacciarmi è come se mi avessero tirato dentro. Successivamente, tornato dal servizio militare, grazie al mio amico Santanatoglia, all’epoca dirigente della Settempeda, nacque questo amore per la società che ancora oggi continua”. Tanti i suoi ricordi dalla conoscenza di Gualtiero Soverchia, fondatore della Settempeda, di Romualdo Panichelli, altro presidente storico, fino ad arrivare ad oggi. Indelebile, però, il ricordo della stagione nella quale la Settempeda, guidata da Gianluca Fenucci e con in campo Cristian Bucchi, riuscì a conquistare la massima serie regionale. “Fu davvero un anno straordinario e per certi versi forse non ripetibile – continua Ciavaroli – Ricordo che Bucchi venne a San Severino dopo essere stato scartato dalla Sambenedettese e disputò campionati straordinari che sono stati alla base della sua carriera. Davvero pagine di storia indelebili”. C’è stato però un momento in cui sembrava che la società fosse sul punto di scomparire. “Sono stati momenti difficili e di grande rabbia. Un immenso dispiacere, quasi come perdere uno di famiglia. Per fortuna poi il gruppo dirigente del Serralta, con il presidente Marco Crescenzi, hanno deciso di prendere in mano le sorti della Settempeda riportandoci a vivere emozioni che sembravano perdute”. Ora potrebbe davvero essere l’anno buono per ritornare nel calcio che conta. “Non siamo partiti per vincere il campionato, ma a questo punto spero davvero che sia l’anno giusto”.

 

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