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Porto Potenza, il Gruppo Ceres proclama lo sciopero del tifo

Mercoledì, 11 Settembre 2019 15:31 Scritto da  Letto 820 volte
  Clicca per ascolare il testo Porto Potenza, il Gruppo Ceres proclama lo sciopero del tifo Una retrocessione, quella decretata nello scorso campionato, che ha riportato il Porto Potenza a giocare, dopo i fasti del passato, nel campionato di Seconda Categoria e che continua a far discutere nellambiente dei tifosi della squadra. Ai componenti del tifo organizzato del Gruppo Ceres il comportamento della dirigenza non va assolutamente giù e gli stessi, attraverso il comunicato che integralmente pubblichiamo, dichiarano che diserteranno gli spalti nella prima di campionato che vede la compagine rossonera di scena in quel di Appignano e proseguiranno nello sciopero del tifo per tutta la stagione. Il comunicato del Gruppo Ceres Il Porto Potenza Calcio è retrocesso la scorsa estate in Seconda Categoria pertanto noi Gruppo Ceres ci sentiamo in dovere di prendere posizione in quanto unica realtà di tifo organizzato. Abbiamo seguito ininterrottamente la nostra squadra del cuore per 11 anni (e ancor prima come Fronte Del Porto) e mai avremmo pensato di dover prendere in considerazione la scelta di disertare il Comunale per accendere i riflettori su quello che sta succedendo attorno alla nostra squadra del cuore. Nelle ultime 6 stagioni il Porto è retrocesso per 3 volte (nel 2016/17 ritornammo in prima categoria grazie al ripescaggio dopo 2 retrocessioni consecutive). Il Gruppo Ceres è sempre rimasto al fianco della squadra dopo ogni retrocessione. Questa volta abbiamo detto basta, NON per la categoria (la squadra si sostiene al di là della serie in cui milita come abbiamo già dimostrato), ma per come è maturata questa retrocessione e per come è stato gestito questo disastro sportivo. Una società che riporta in Seconda Categoria una squadra che vanta 75 anni di storia (e molti anni ai vertici della Promozione) avrebbe dovuto porsi con umiltà nei confronti dei tifosi per riparare al danno lanciando dei messaggi chiari e forti. Una società seria avrebbe dovuto cambiare la dirigenza del disastro e invece l’organigramma della retrocessione è nella stessa identica posizione dell’anno scorso. Avrebbe dovuto fare una campagna acquisti di grandissimo livello per lanciare il messaggio che si volesse ritornare subito (almeno) in Prima Categoria e invece è stato fatto un mercato col minimo sforzo per allestire una squadra senza ambizioni! Non vediamo purtroppo acquisti fatti per vincere il campionato. E, “dulcis in fundo”, avrebbe dovuto aver cambiato l’allenatore mentre guidava personalmente la squadra alla retrocessione e che, caso unico nella storia del calcio dilettantistico, è stato addirittura riconfermato. Senza parole! Alla luce di questo quadro disastroso, quest’anno sciopereremo sperando che la nostra assenza sia assordante. Ci auspichiamo una nuova società, un nuovo mister e che il Porto ritorni ad essere guidato da personaggi che abbiano a cuore la storia, i colori e la maglia. Meritiamo di più!! FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO
Porto Potenza, il Gruppo Ceres proclama lo sciopero del tifo

 

Una retrocessione, quella decretata nello scorso campionato, che ha riportato il Porto Potenza a giocare, dopo i fasti del passato, nel campionato di Seconda Categoria e che continua a far discutere nell'ambiente dei tifosi della squadra. Ai componenti del tifo organizzato del Gruppo Ceres il comportamento della dirigenza non va assolutamente giù e gli stessi, attraverso il comunicato che integralmente pubblichiamo, dichiarano che diserteranno gli spalti nella prima di campionato che vede la compagine rossonera di scena in quel di Appignano e proseguiranno nello "sciopero" del tifo per tutta la stagione.

Il comunicato del Gruppo Ceres

Il Porto Potenza Calcio è retrocesso la scorsa estate in Seconda Categoria pertanto noi Gruppo Ceres ci sentiamo in dovere di prendere posizione in quanto unica realtà di tifo organizzato. Abbiamo seguito ininterrottamente la nostra squadra del cuore per 11 anni (e ancor prima come Fronte Del Porto) e mai avremmo pensato di dover prendere in considerazione la scelta di disertare il Comunale per accendere i riflettori su quello che sta succedendo attorno alla nostra squadra del cuore. Nelle ultime 6 stagioni il Porto è retrocesso per 3 volte (nel 2016/17 ritornammo in prima categoria grazie al ripescaggio dopo 2 retrocessioni consecutive). Il Gruppo Ceres è sempre rimasto al fianco della squadra dopo ogni retrocessione. Questa volta abbiamo detto basta, NON per la categoria (la squadra si sostiene al di là della serie in cui milita come abbiamo già dimostrato), ma per come è maturata questa retrocessione e per come è stato gestito questo disastro sportivo. Una società che riporta in Seconda Categoria una squadra che vanta 75 anni di storia (e molti anni ai vertici della Promozione) avrebbe dovuto porsi con umiltà nei confronti dei tifosi per riparare al danno lanciando dei messaggi chiari e forti. Una società seria avrebbe dovuto cambiare la dirigenza del disastro e invece l’organigramma della retrocessione è nella stessa identica posizione dell’anno scorso. Avrebbe dovuto fare una campagna acquisti di grandissimo livello per lanciare il messaggio che si volesse ritornare subito (almeno) in Prima Categoria e invece è stato fatto un mercato col minimo sforzo per allestire una squadra senza ambizioni! Non vediamo purtroppo acquisti fatti per vincere il campionato. E, “dulcis in fundo”, avrebbe dovuto aver cambiato l’allenatore mentre guidava personalmente la squadra alla retrocessione e che, caso unico nella storia del calcio dilettantistico, è stato addirittura riconfermato. Senza parole! Alla luce di questo quadro disastroso, quest’anno sciopereremo sperando che la nostra assenza sia assordante. Ci auspichiamo una nuova società, un nuovo mister e che il Porto ritorni ad essere guidato da personaggi che abbiano a cuore la storia, i colori e la maglia.

Meritiamo di più!!

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO


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